MADER, la rete dei Musei per l’Alzheimer e le Demenze Emilia-Romagna, è nata in risposta al percorso che il Settore Patrimonio culturale della Regione Emilia-Romagna, per mezzo del Sistema Museale regionale, ha avviato nel 2024 al fine di stimolare processi di cooperazione tra istituti culturali e la creazione di nuove reti museali nel territorio.
Grazie all’incontro, al dialogo e al confronto tra le diverse realtà museali regionali, quali Settore Musei Civici Bologna, Azienda Unità Sanitaria Locale della Romagna – Settore Patrimonio Storico e Artistico, Fondazione Palazzo Magnani (Reggio Emilia), Mar – Museo d’Arte della città di Ravenna e Fondazione Parco Archeologico di Classe – RavennAntica e sulla scorta di esperienze internazionali e nazionali consolidate, quali la rete dei Musei Toscani per l’Alzheimer, la rete MADER si è sviluppata sempre più, fino ad avviare una collaborazione mirata a condividere risorse e sviluppare linee guida comuni per la realizzazione di progetti che rendano accessibili i contenuti dei musei alle persone con demenza e ai loro familiari, contribuendo al mantenimento e all’accrescimento del loro benessere, alla diffusione della conoscenza delle patologie da degrado cognitivo connesse all’invecchiamento e alla rimozione dello stigma sociale legato al tema delle demenze.
Dopo tanti mesi di confronto e di lavoro siamo felici di comunicare che da oggi è online il sito retemader.it
Il menú principale illustra l’obiettivo del progetto, quali musei ne fanno parte, il Manifesto, ossia un testo che racconta i valori, le intenzioni e la dichiarazione della rete, le news che segnalano eventi in programma o danno conto di attività già svolte ed i contatti utili per ricevere informazioni o eventuali approfondimenti.
I musei non sono solo luoghi dove si conservano le opere. Sono spazi vivi, che respirano con la comunità, che accolgono fragilità, che trasformano il silenzio in relazione. Le demenze cognitive, come le personali e differenti fragilità, non cancellano la persona, ma la trasformano, emergono frammenti di ciascuno che chiedono di essere ascoltati, così come accade per gli oggetti delle collezioni esposte che chiedono di essere raccontati, uniti al presente di ciascuno. L’arte e gli oggetti conservati nei musei sono dispositivi relazionali e l’esperienza museale è trasformativa per tutti.
È proprio per questo che la cultura ha il compito e la possibilità di tendere la mano, con rispetto, bellezza, presenza. Con MADER si apre la possibilità di collaborare con operatori culturali, sociosanitari e caregiver: un approccio nuovo, più umano, rivolto alla cultura, dove ogni persona possa sentirsi accolta, rispettata e valorizzata.
Con MADER ogni museo può diventare un luogo di incontro, ascolto, dignità. L’arte e la cultura hanno un potere speciale: attivano ricordi, stimolano sensi e creatività, accendono relazioni nuove.
Con MADER la formazione, l’ascolto e l’apprendimento permanente creano ambienti sensibili, affinché ogni proposta culturale sia adatta ai differenti bisogni grazie a piccoli gesti quotidiani, a sguardi che si incontrano, a linguaggi che uniscono.
La rete promuove la cura di spazi accessibili, di metodi rispettosi, di una visione che pensa alle persone prima di tutto. La cura degli esseri umani è parte della cura del mondo. Ciascuna persona ha il diritto di entrare in contatto con l’eredità culturale, di trarne beneficio, di riconoscersi in essa. Come ci ricorda la Convenzione di Faro, la cultura è un diritto.
E con MADER, questa affermazione si nutre di azioni concrete.
